18 ottobre 2025
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Quello svoltosi a Riccione dal 10 al 12 ottobre è stato un Congresso dedicato interamente a rendere più facile e sicura la professione di soccorritore stradale meccanico e di custode giudiziario. Non solo a parole, ma anche nei fatti, al centro di ogni intervento o relazione è sempre stato evidente l’obiettivo di realizzare e configurare - subito o nel breve periodo - iniziative ed attività realmente utili per affrontare gli impegni e le sfide che quotidianamente si presentano agli associati ANCSA.
Un congresso con al centro il soccorritore e le sue necessità quotidiane.
Quello svoltosi a Riccione dal 10 al 12 ottobre è stato un Congresso dedicato interamente a rendere più facile e sicura la professione di soccorritore stradale meccanico e di custode giudiziario. Non solo a parole, ma anche nei fatti, al centro di ogni intervento o relazione è sempre stato evidente l’obiettivo di realizzare e configurare - subito o nel breve periodo - iniziative ed attività realmente utili per affrontare gli impegni e le sfide che quotidianamente si presentano agli associati ANCSA.
Un congresso con al centro il soccorritore e le sue necessità quotidiane.
La novità del XXVII Congresso è stata la tavola rotonda sulla nuova mobilità dal titolo: “E-mobility e sicurezza. Veicoli di nuova generazione, rischi, modalità di intervento e custodia”; un confronto diretto ed un’occasione per ottenere risposte immediate e chiarimenti su problematiche di pressante attualità, che ha visto la partecipazione di autorevoli esperti del settore:
Ing. Roberto Gullì, dirigente Centro Operativo Nazionale CNVVF (da remoto);
Ispettore Antincendi Andrea Foggetti, Comando Provinciale Cremona CNVVF;
Ing. Massimo Gamba, docente ed esperto del Comitato Elettrotecnico Italiano, Direttore Tecnico della Gamba Engineering srl;
Ing. Francesco Serrao, E-Mobility Market Intelligence, Centro Studi di Motus-E.

Ha suscitato grande interesse l’intervento dell’Ispettore Antincendi Andrea Foggetti, che ha illustrato con esempi, considerazioni e consigli i rischi ricorrenti, soffermandosi soprattutto sulla necessità di adottare ogni misura precauzionale al fine di evitare di caricare sul carro attrezzi un veicolo con fuga termica in atto (thermal runaway), circostanza che potrebbe provocare la distruzione totale del veicolo e del carro stesso.

L’ing. Massimo Gamba, esperto e docente del CEI si è soffermato invece sul rischio elettrico durante il soccorso su veicoli di nuova generazione a seguito di incidente o avaria, sottolineando la necessità che ogni operatore chiamato a svolgere queste attività sia formato (qualifica PES/PAV) mediante specifici corsi e che disponga sempre di adeguati DPI; ha poi analizzato le buone prassi da adottare durante il soccorso su strada nonché le possibili criticità in caso di disconnessione del sistema ad alta tensione.

L’ing. Francesco Serrao, rappresentante dell’associazione Motus-E, ha incentrato il proprio intervento sull’andamento del mercato dei veicoli elettrificati nonché sull’incidenza di incidenti ed avarie sul circolante elettrico ed ibrido complessivo nei maggiori Paesi europei. Ha evidenziato altresì la necessità di conoscere ed analizzare l’ampiezza di tali fenomeni al fine di affrontare al meglio il fattore rischio, auspicando la pubblicazione da parte del CNVVF di linee guida comuni al tutto il territorio nazionale.

L’ing. Roberto Gullì, Dirigente del Centro Operativo Nazionale del CNVVF, si è soffermato sulla quarantena in deposito dei veicoli incidentati o in grave avaria con rischio di sviluppare la fuga termica incontrollata (thermal runaway). Ha elencato i sistemi di monitoraggio al momento disponibili ed ha indicato la possibilità di installare pareti divisorie resistenti al fuoco quali misure alternative alle distanze ed allo spazio necessario attorno al veicolo in quarantena, come al momento prescritto dalle Case costruttrici in maniera spesso non omogenea e particolarmente onerosa per i custodi.
Altra rilevante novità del XXVII Congresso è stata la partecipazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Lombardia (ARPAL) nella persona del dirigente dott. Roberto Quaresmini, che ha presentato la relazione “Custodia dei veicoli: aspetti autorizzativi e garanzie di tutela ambientale”.
Il dott. Quaresmini si è riportato alle esperienze ed all’attività svolta in provincia di Brescia, recando esempi concreti di come siano stati affrontati i problemi più ricorrenti (pavimentazione del deposito, raccolta acque….ecc.) sottolineando l’esigenza che l’attività di controllo e indirizzo della Pubblica Amministrazione sia contraddistinta da una visione a lungo temine, che contemperi sempre tre dimensioni: l’economica, la sociale e l’ambientale. A tal riguardo ha fatto presente che non sempre la pavimentazione totale dei depositi sia la soluzione migliore per prevenire il rischio di inquinamento e che talvolta sono sufficienti i panni assorbenti.
Da ultimo, ha auspicato che le legge di revisione del C.d.S – al momento in fase di redazione in Parlamento – possa prevedere i custodi quali ausiliari delle Forze dell’Ordine e che, in tale veste, siano in grado di segnalare alle Autorità competenti i casi di avvenuto inquinamento allorché ne vengano a conoscenza durante la loro attività.

La legge n. 147/2025 ha convertito il D. L. n. 116 dell’8 agosto 2025 recante: “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell'area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi”. La nuova normativa in realtà non riguarda tuttavia solo le problematiche descritte dal titolo; innova in vari aspetti le tematiche proprie della tutela dell’ambiente e del contrasto all’inquinamento, come, ad esempio, la possibilità che in caso di abbandono di spazzatura da parte di un privato cittadino, a carico dello stesso possa essere erogata una sanzione mediante sentenza del Giudice penale. Si tratta quindi di una vera e propria riforma dei reali ambientali.
Del tema si è occupata l’avv. Rosa Bertuzzi, esperta ambientale, che ha ampiamente descritto le principali modifiche introdotte dalla legge in argomento e le possibili ricadute sull’attività svolta da soccorritori stradali e custodi nonché sulle variazioni intervenute nel Codice di procedura penale e nel Codice della strada.
Tra l’altro, nel corso del suo ricco ed articolato intervento, l’avv. Bertuzzi ha consigliato di eseguire sempre tutte le verifiche possibili sul carico di un veicolo da soccorrere e di far aggiungere al nulla osta delle Forze dell’Ordine – che autorizza la rimozione del veicolo - anche la menzione del carico presente a bordo.
Il Congresso ha sviluppato i temi di maggior interesse per la categoria dei soccorritori stradali e custodi giudiziari. Un ampio spazio è stato dedicato alle iniziative ed al lavoro svolto dai Vertici dell’Associazione per raggiungere gli obiettivi fissati nel 2023 e per ottenere finalmente dagli Organi preposti le regole necessarie al corretto svolgimento dell’attività professionale del soccorritore e del custode nonché la giusta retribuzione delle mansioni svolte.
Ciò con iniziative portate avanti non soltanto nel nostro Paese ma anche volgendo lo sguardo oltre confine, a realtà che stanno operando o che si accingono ad operare in stretto contatto con l’Unione Europea.
In tale contesto, un momento di particolare rilievo è stato riservato alle novità tecnologiche che possono meglio garantire la sicurezza del soccorritore e del custode, ad apparecchiature di diagnosi del rischio e della pericolosità dell’intervento su due tipologie di veicoli di nuova generazione: i full electric (BEV) e gli ibridi plug-in (PHEV).
E’ stato presentato uno strumento di diagnosi denominato EV Safe, sviluppato in collaborazione con ANCSA (v. All. n. 1), che permette di controllare lo stato del veicolo durante le fasi più critiche dell’intervento di soccorso su strada, del trasporto e dell’eventuale parcamento in deposito.

Circa la determinazione di svolgere attività anche al di fuori dei confini nazionali per raggiungere gli obiettivi fissati e difendere in ogni realtà gli interessi degli Associati, nel corso del Congresso è stata manifestata l’opportunità di sviluppare proficui rapporti di collaborazione con analoghe associazioni, operanti all’estero, e soprattutto con l’Automotive Mobility Europe, fondata il 20 marzo 2025 ad Amsterdam e con sede a Bruxelles. L’AME riunisce otto associazioni di altrettanti Paesi operanti nel settore della mobilità (l’Italia non è al momento rappresentata). L’Organizzazione si è impegnata a difendere gli interessi delle aziende del settore, a garantire un’equa regolamentazione del settore e ad ottenere il sostegno UE a favore delle piccole e medie imprese.

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